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GUIDO SAVIO: PENSAMI

 

SE MI PENSI, VIVO

 

 

Il Pensiero è la croce ma anche la delizia della nostra esistenza. Di esso non se ne può fare a meno, nel senso che io “chiedo” a tutti di “essere pensato”, e a tutti penso. Questo è il pensiero del bambino che resterà vivo in noi per tutta la vita. E il pensiero diventa un desiderio. “Il” desiderio primario: quello che qualcuno mi pensi. Pensare di essere pensato.

 

Di converso noi siamo chiamati dall’altro a “pensarlo”. Sostanzialmente ad averne cura. Soprattutto quando non siamo più bambini.

 

Io vivo perchè l’altro mi pensa. L’altro vive perchè io lo penso.

Io, come uomo, credo di non avere mai “saltato” una persona della mia vita:  non me la sono mai dimenticata una. Nel senso che il mio pensiero di loro non mi ha mai abbandonato e mi ha sempre sorretto in vita (cioè continuato a fare vivere). Le persone che ho amato, che mi sono passate “sotto”, che mi sono passate “sopra”, che mi hanno fatto del bene e/o del male (e viceversa) mi hanno lasciato un “pensiero” di loro. E questo pensiero ha fatto vivere anche me.

Questo solo per dire che il Pensiero (di essere pensati e di pensare) è il patrimonio che ci mantiene nella vita del mondo perchè attraverso esso possiamo “dirigere la nostra strada”. Il Pensiero è il massimo nostro strumento per camminare, per amare, per odiare, per ricordare, per dimenticare (infatti anche per dimenticare ci serve il pensiero). Noi non possiamo stare senza pensare.

Allora dire che il nostro pensiero “siamo noi” (la nostra identità). Che  la nostra capacità di pensare, di dare forma a noi stessi e ai nostri rapporti con l’altro e con il Mondo, è unica fonte e motivo di vita, sarebbe fin troppo semplice.

Provate a pensare a non poter o saper pensare! E’ impensabile.

 

GUIDO SAVIO

 

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